Il Consorzio

Una storia di tutela

CINTA SENESE, LA NASCITA DEL CONSORZIO DI TUTELA



L'organismo è stato creato nel 2000

Alla fine degli anni ‘90 un gruppo di allevatori decise di partecipare alla reintroduzione di questa razza autoctona quasi estinta, costituendo poi nel 2000 il “Consorzio di Tutela della Cinta Senese”. La Regione Toscana, La Provincia di Siena, L'Associazione Provinciale degli Allevatori Senesi (APA) e altri Enti preposti hanno fatto un notevole sforzo, incentivando anche con contributi, l'acquisto ed il mantenimento dei verri riproduttori, al fine di raggiungere un numero sufficiente di animali atto a togliere la Cinta Senese dalla lista delle specie in estinzione.
Grazie dunque al prezioso intervento di allevatori e trasformatori locali, del Consorzio di Tutela e del sostegno fattivo delle Istituzioni Pubbliche nonché a una puntuale attività di ricerca condotta dall’Università di Firenze, a oggi si può contare su 88 allevamenti sottoposti ai controlli della filiera DOP di cui 72 iscritti al Consorzio.

Nel luglio 2015 Il Consorzio di Tutela della Cinta Senese ha ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali l'incarico di svolgere attività di tutela per la DOP "Cinta Senese".

CINTA SENESE, Il riconoscimento della DOP



La razza oggetto di tutela a livello europeo a partire dal marzo 2012

La cinta senese si è diffusa per la sua robustezza, rusticità e facile adattabilità all’allevamento allo stato brado e semi – brado nel bosco o nelle distese erbose adibite a pascolo da cui trae parte del suo sostentamento nutrendosi dei frutti del bosco, di erba e cereali. Questo animale vive bene in Toscana proprio grazie alla tipologia dei pascoli e dei boschi presenti. E’ da queste peculiarità territoriali che derivano le sue caratteristiche uniche, legate tipo di alimentazione e al conseguente particolare gusto della carne: per questi motivi è diventata oggetto di tutela DOP. Infatti a livello europeo, nel marzo 2012, la denominazione Cinta Senese - riservata esclusivamente alle carni suine di animali nati, allevati e macellati in Toscana secondo tradizione – ha ottenuto il marchio di “denominazione di origine protetta” per animali derivanti dall’accoppiamento di soggetti iscritti al Registro Anagrafico e/o Libro Genealogico del tipo genetico Cinta Senese.
I soggetti vengono identificati non oltre 45 giorni dalla nascita, con l’apposizione della marca auricolare. Questo elemento identifica in modo univoco i singoli animali. Dopo il quarto mese di età, durante il quale i suinetti possono ricevere un’integrazione alimentare giornaliera, gli animali devono soggiornare quotidianamente in appezzamenti di terreno sia recintati che non, provvisti di eventuale ricovero per le ore notturne ed anche in caso di condizioni climatiche sfavorevoli. L’integrazione giornaliera alimentare ammessa non può essere superiore al 2% del peso vivo; i costituenti di questa devono provenire per almeno il 60% dall’area geografica di produzione e si tratta per lo più di soli cereali integrali.
Il disciplinare prevede tre norme importanti: 1) Gli animali devono avere lo spazio giusto per muoversi, quindi non possono essere più di 1500 chili di carne viva per ettaro (dunque circa 10 animali), mentre nel biologico dieci animali possono vivere in 2500 metri quadrati. Gli esemplari di cinta senese quindi vivono in uno spazio quattro volte più ampio rispetto a quanto previsto nel biologico. 2) Si possono alimentare con prodotti derivati al 60% dalla Toscana, senza soia, senza derivati da estrazione chimica perché ovviamente, in passato non esistevano. 3) Gli animali non possono essere macellati prima del compimento di un anno di età.
L’allevamento di questa razza peculiare rientra in pieno nelle situazioni che il PSR (Programma di Sviluppo Rurale della Regione Toscana) 2009-2013 definisce di particolare pregio ed interesse, con l’invito a “promuovere e sostenere un’agricoltura eco-compatibile che mantenga e consolidi attivamente e, ove necessario, migliori gli attuali livelli di biodiversità, e il ruolo che le comunità rurali rivestono per la creazione e il mantenimento del paesaggio agrario e degli habitat”.
Rientra altresì negli obiettivi strategici dell’attuale Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Toscana essendo questi individuati in:
Stimolare la competitività del settore agricolo; garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e l'azione per il clima; realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro. Come previsti appunto nel Regolamento UE 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio

Il nuovo Consiglio di Amministrazione




Il Consiglio del Consorzio di Tutela della Cinta Senese, eletto lo scorso 10 aprile dall’assemblea dei soci, ha nominato ieri, mercoledì 17 aprile i suoi vertici, durante la prima riunione utile del Consiglio.

Presidente Daniele Baruffaldi, proprietario dell’omonima azienda agricola situata alle Ville di Corsano, nel comune di Monteroni d’Arbia. Allevatore ed estimatore della Cinta Senese già dal 2001 periodo della nascita del Consorzio e protagonista di tutto il percorso che ha portato dal rischio estinzione all’ottenimento della Denominazione d’Origine Protetta.

I due vicepresidenti appartengono alle due diverse categorie previste dallo Statuto Consortile: Stefano Governi allevatore e proprietario dei “I Poggiarelli” azienda agricola dalle antiche e storiche origini situata al confine della riserva naturale dell’Alta Merse; Filippo Renieri proprietario della società di porzionamento e trasformazione “D.I.G.A.R. SRL”: il nuovo capitolo della tradizione della famiglia Renieri: arte, segreti e tecniche di lavorazione.

Gli altri membri del CdA sono: Angelo Polezzi, già più volte VicePresidente proprietario insieme al padre dell’Azienda Agricola “Borgonovo SS” che svolge a Cortona la propria attività sia di allevamento che porzionamento e dal 2016 protagonista del progetto Porcobrado; Niccolò Savigni proprietario della “Savigni S.S.” una macelleria agricola, come si legge nel suo sito: benessere animale una realtà da toccare e vivere; Walter Giorgi, “Salumeria di Monte San Savino” nata come bottega del piccolo paese oggi specializzata nella stagionatura e lavorazione delle carni cotte al forno. Veltroni Giorgio, veterinario e proprietario dell’omonima azienda agricola; Luciano Dainelli, “Fattoria di Rimggio”, azienda di Pergine Valdarno dove da oltre cento anni si realizza l’intero processo produttivo; Filippo Gambassi seconda generazione di “Terra di Siena srl” e “ambasciatore in Usa” grazie al Programma operativo regionale (Por) del (Fesr) 2014-2020.

Confermati i membri del Collegio Sindacale: Marco Turillazzi, Giacomo Baffetti e lo “storico” Presidente Giovanni Pacini.

“Sono molto lusingato della nomina e della fiducia che il Consiglio mi ha accordato - ha commentato Baruffaldi – Mi auspico che il gruppo appena formato possa essere interprete di tutte le esigenze della filiera di produzione della DOP”

“L’ obiettivo principale che mi pongo come presidente del Consorzio – ha proseguito- è quello di far crescere il numero degli animali in modo da poter fronteggiare la domanda in continua crescita. Per far ciò sono sicuramente necessari strumenti e azioni a sostegno di tutte le aziende in particolar modo per i giovani che vogliano indirizzare il proprio impegno in questo settore, nel quale vi è sicuramente possibilità di crescita”.

Il neo Presidente conclude quindi con il proposito di essere vicino alle aziende del territorio e far sentir il Consorzio un loro punto di riferimento dove trovare supporto e condivisione. Ovviamente tra le altre priorità: continuare il percorso di promozione e tutela della filiera DOP: garanzia di qualità del prodotto finale e dei processi produttivi. Infatti l’attività consortile non si esaurisce nelle aziende ma allarga il suo raggio di azione in altri ambiti, promuovendo la Cinta Senese attraverso la partecipazione ad eventi scientifici e divulgativi.

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